Sebbene il sogno delle auto a guida autonoma sia stato un punto fermo della ricerca automobilistica sin dagli anni ’70, il divario tra i prototipi sperimentali e la realtà dei consumatori è rimasto ampio. Per decenni, “autonomia” ha significato principalmente automobili che seguivano linee dipinte a bassa velocità. Oggi Nissan sta tentando di colmare questa lacuna con AI Drive, una nuova tecnologia a mani libere che mira ad andare oltre la semplice assistenza verso un’automazione vera e affidabile.
La tecnologia: oltre la semplice assistenza alla guida
AI Drive di Nissan non è un prodotto autonomo ma un’evoluzione del sistema ProPilot esistente dell’azienda. Integrando l’intelligenza artificiale avanzata con una sofisticata suite hardware, Nissan si avvicina a un’esperienza di guida in cui l’essere umano è un supervisore piuttosto che un operatore.
La configurazione hardware del prototipo Nissan Ariya testato è particolarmente robusta:
– 11 telecamere: forniscono visibilità a 360 gradi fino a 50 metri.
– 5 sistemi radar: per rilevare oggetti e distanze.
– 1 Sistema LiDAR: Montato sul tetto per fornire una mappatura spaziale ad alta precisione, particolarmente utile in condizioni di scarsa illuminazione o condizioni meteorologiche avverse.
A differenza di Tesla, che notoriamente ha scelto di fare affidamento principalmente sulle telecamere, l’inclusione di LiDAR da parte di Nissan segnala un impegno verso la ridondanza. Questo ulteriore livello di rilevamento è fondamentale per la sicurezza, poiché fornisce una percezione della profondità “a prova di errore” con cui le sole telecamere potrebbero avere difficoltà durante la guida notturna o una forte pioggia.
Dove si colloca sulla scala dell’autonomia?
È importante distinguere tra diversi livelli di automazione. L’AI Drive di Nissan attualmente non si qualifica come autonomia di livello 4 (il livello raggiunto dai robotaxi Waymo, che possono funzionare senza alcun intervento umano). Si trova invece nello spazio di transizione tra il Livello 2 e il Livello 3.
La distinzione fondamentale: Anche se il conducente può togliere le mani dal volante, deve tenere gli occhi sulla strada ed essere pronto a intervenire immediatamente. È integrato un sistema di monitoraggio del conducente per garantire che l’uomo rimanga attento.
Test sul campo: Navigare nel caos di Shibuya
Per testare i limiti del sistema, Nissan ha portato l’Ariya attraverso le strade fitte e imprevedibili di Tokyo, incluso il leggendario Shibuya Crossing. Negli ambienti urbani, la sfida principale per l’intelligenza artificiale non è semplicemente seguire le corsie, ma prevedere il comportamento umano.
Il sistema ha dimostrato notevoli capacità predittive durante lo studio:
– Sicurezza dei pedoni: quando un pedone si lanciava inaspettatamente in strada da un vicolo stretto, l’intelligenza artificiale rilevava il suo movimento prima ancora che entrasse nella carreggiata, rallentando preventivamente il veicolo.
– Complessità urbana: l’auto ha percorso con successo strette stradine fiancheggiate da furgoni parcheggiati, ha aspettato alle strisce pedonali e ha concesso ampio spazio ai ciclisti.
– Funzionamento fluido: A differenza di molti sistemi sperimentali che risultano a scatti o esitanti, i movimenti dell’Ariya risultano naturali e fluidi, e non richiedono quasi alcun intervento manuale da parte del collaudatore.
La strada da percorrere: dai taxi ai consumatori
La visione di Nissan per AI Drive è ambiziosa. L’azienda intende integrare questa tecnologia nel 90% della sua gamma futura, portando potenzialmente funzionalità vivavoce su modelli popolari come Rogue e Pathfinder.
Tuttavia, il lancio seguirà probabilmente una duplice strategia:
1. Robotaxi Pilot: in collaborazione con Uber, Nissan prevede di lanciare a Tokyo una flotta di taxi a guida autonoma basati sulla Nissan Leaf entro la fine del 2026. Ciò consentirà all’azienda di perfezionare la tecnologia in ambienti commerciali controllati.
2. Integrazione del consumatore: l’obiettivo finale è adattare questa tecnologia al conducente medio, spostandola dalle flotte specializzate ai veicoli familiari di tutti i giorni.
Conclusione: Nissan sta dimostrando che la guida a mani libere si sta spostando dai laboratori alle strade. Combinando il LiDAR con l’intelligenza artificiale predittiva, stanno affrontando l’aspetto più difficile della guida: l’imprevedibilità del movimento umano nelle città affollate.






















