L’Eco-Runner di Delft stabilisce il nuovo record di risparmio di carburante a idrogeno con 2.488 km con meno di un chilo di carburante

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L’Eco-Runner non è la solita concept car. È un veicolo alimentato a idrogeno progettato con un unico obiettivo: estrema efficienza del carburante. Quest’ultima versione, l’Eco-Runner XIII, ha appena ottenuto la certificazione Guinness World Records per la distanza più lunga percorsa con l’equivalente energetico di un litro di benzina.

I numeri sono sconcertanti. L’auto ha percorso 2.488,45 chilometri. Per mettere il dato in prospettiva, per raggiungere la stessa distanza è necessaria più di 100 volte meno energia di qualsiasi attuale veicolo con motore a combustione interna. Il consumo totale di carburante per l’intera corsa? Solo 950 grammi di idrogeno. Questo è meno di un chilogrammo.

Come funziona la tecnologia delle celle a combustibile a idrogeno

La meccanica è semplice se conosci le basi. Il veicolo è alimentato da un motore elettrico azionato da una cella a combustibile a idrogeno. L’idrogeno viene bruciato nella cella a combustibile per generare elettricità, che poi fa girare le ruote. L’unico sottoprodotto di questa reazione è l’acqua. Niente fumo, niente anidride carbonica, solo acqua.

La chiave di questa efficienza risiede nel design. L’auto ha un’estetica strana e aerodinamica che ha uno scopo. Combinate con il suo peso leggerissimo, queste caratteristiche consentono al veicolo di ottenere il massimo dei chilometri con un dispendio energetico minimo.

La cronologia del progetto dell’Università di Delft

Questo progetto nasce da un’idea di un team di 24 studenti dell’Università della Tecnologia di Delft nei Paesi Bassi. Hanno assemblato l’Eco-Runner XIII a febbraio, lo hanno presentato a marzo e poi lo hanno preparato per il tentativo di record.

Il record ha avuto luogo sulla pista di prova di Immendingen, Germania. L’auto ha iniziato a muoversi a una velocità costante di 45 km/h il 22 giugno e si è fermata il 26 giugno. Quattro giorni di guida continua. Nessun rifornimento.

Una storia che batte i propri record

Questa non è la prima volta che il team di Delft si spinge oltre i limiti. L’Eco-Runner è in realtà la tredicesima versione del prototipo. Il progetto è iniziato nel 2005 con l’Eco I, un veicolo a tre ruote che ha percorso 557 chilometri con un solo litro di benzina.

Il team passò all’idrogeno nei modelli successivi, perfezionando le prestazioni anno dopo anno. Un importante cambiamento progettuale si è verificato nel 2021 quando il prototipo ha aggiunto una quarta ruota, trasformandolo da un veicolo a tre ruote in una vera, seppur minuscola, automobile.

Prima del recente record, l’ultima versione aveva già dimostrato resistenza, guidando per 36 ore senza interruzioni per coprire 1.195,74 chilometri. Il nuovo record più che raddoppia la distanza precedente.

L’obiettivo della squadra rimane coerente: battere ogni anno il proprio record. L’Eco-Runner XIII ha fatto esattamente questo.

Il benchmark solare: perché Sunswift è ancora in vantaggio

Quel record è solido. Ma non è il soffitto.

Guarda Sunswift. L’auto solare australiana ha stabilito uno standard diverso. Ha percorso 1.000 chilometri in meno di 12 ore. Ciò corrisponde a una media sostenuta di 85 km/h.

Confrontalo con il ritmo dell’Eco-Runner. Il divario è significativo. La velocità e l’efficienza non riguardano solo il coprire la distanza; riguardano la velocità con cui puoi percorrere quella distanza senza bruciare più energia di quella che catturi. Sunswift ha dimostrato che l’energia solare è in grado di gestire corse ad alta velocità e di lunga durata con parametri di prestazione reali che la maggior parte dei prototipi costruiti dagli studenti non hanno ancora toccato.

Cosa verrà dopo: il ciclo iterativo

Il team Eco-Runner non ha finito. Ogni anno, il gruppo successivo di studenti riprende l’iterazione precedente e la spinge oltre. L’obiettivo è sempre lo stesso: andare più lontano con la stessa quantità di energia.

È un classico ciclo di feedback ingegneristico.
1. Prendi il meglio del momento.
2. Identificare le resistenze, le inefficienze, il peso.
3. Riprogettazione.
4. Prova.

Ma il punto è questo: battere il benchmark solare di 1.000 km/12 ore non significa solo batterie migliori o telai più leggeri. Riguarda l’aerodinamica, la gestione della potenza e il modo in cui l’auto interagisce con il sole stesso. Le prestazioni di Sunswift suggeriscono che con la giusta ingegneria, le auto solari possono smettere di essere lente e curiosità e iniziare a essere macchine veramente veloci e ad alto rendimento.

Per il prossimo team Eco-Runner, questo è l’obiettivo. Non solo “più autonomia”, ma velocità con autonomia. Riusciranno a colmare quel divario di 85 km/h? Forse. Ma fino a quando non lo faranno, il punto di riferimento australiano rappresenterà il limite pratico di ciò che la propulsione solare può effettivamente fare ad alta velocità.